TWENTY-ONE

DUE RUOTE, UNA PASSIONE

Ducati SS900i.e. 2000 944cc 95cv.

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Ci si può innamorare di Cenerentola?

Certamente, soprattutto se si è profondi estimatori delle moto italiche e se si è a conoscenza che la fata Turchina esiste nelle discutibili sembianze del rasato e tatuato titolare della Twenty-one.

In realtà non c’è magia ma il razionale ragionamento di chi desidera avere in garage una special moderna a motore Ducati due valvole a cinghia che non fosse la solita Monster ed il cui costo iniziale lasciasse ampio budget per le trasformazioni… che qua sono state profonde e radicali.

Per rispetto della loro professionalità cominceremo col dire che il motore è stato affidato agli specialisti della G&G2 di Brescia per profonde modifiche ai gruppi termici ed alle masse volaniche. Le valvole grandi, la cilindrata di 944cc ed il volano alleggerito hanno permesso, con i giusti accorgimenti in alimentazione e scarico, di spingersi sino a 95 cv veri alla ruota che all’uso sembrano anche di più data la prontezza e l’allungo ottenuti. (sul sito degli amici di www.motoitaliche.it si possono trovare più dettagli)

Le doti del motore sono esaltate dalla preparazione ciclistica incentrata sulla leggerezza e che vede come fiore all’occhiello la coppia di cerchi in carbonio BST per la minima inerzia, difficile immaginare quanto possa migliorare una moto solo con l’istallazione di questi particolari.

Piastra inferiore ed ammortizzatore di sterzo Forcella Marzocchi Rac da 45 e mono Ohlins sostituiscono egregiamente le sospensioni originali, le prime sono abbracciate da piastre in Ergal  Il forcellone Febur ed il giro degli scarichi  ricavate dal pieno e controllate da un ammortizzatore di sterzo lineare Ohlins montato trasversalmente, mentre il secondo viene fatto lavorare da uno spettacolare e leggerissimo forcellone artigianale della Febur dotato anche di una raffinata regolazione ad eccentrico della posizione dell’attacco inferiore dello
ammortizzatore.

Il tirante freno post, e le staffe per il tubo Sempre al retrotreno sono stati auto costruiti i piattelli di registro catena, il supporto pinza freno con asta di reazione fissata al telaio, per minimizzare le reazioni in staccata, e le piastrine di supporto per il tubo.

Le pinze freno Brembo radiali sono comandate da omologa pompa radiale, anche la frizione antisaltellamento è servita da una pregiata pompa radiale associata ad un attuatore maggiorato.

La stretta curva dello scarico posteriore Il tortuoso sistema di scarico è stato realizzato artigianalmente ad hoc, curando che le lunghezze dei due tubi siano il più possibile simili, senza far ricorso a piegatrici ma con la certosina tecnica dei segmenti che consente anche di ottenere condotto conici.

Il proprietario ha deciso per coerenza, e per la certezza che l’attenzione sarà comunque volta agli altri interventi, che la carena in resina per uso pista replichi le discutibili forme volute dal designer sudafricano Terblanche , e solo il codone monoposto e il plexiglass fumè a doppia bombatura vengono a personalizzare la linea della “nuova” creatura