TWENTY-ONE

DUE RUOTE, UNA PASSIONE

VRod 1130 2002

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HD  VRSCA VRod…  dietro la solita impronunciabile criptica sigla Harley Davidson si cela la moto più anomala di tutta la produzione HD dagli albori, e sono lontani, ad oggi.

Il piccolo, di cubatura e rispetto al resto della famiglia, motore disegnato dalla Porsche non è mai veramente entrato nelle grazie dei fans della casa di Milwaukee, normalmente di gran lunga la più conservatrice del panorama mondiale.

Ma c’è chi anche fregiandosi del celeberrimo scudetto ama distinguersi, e se distinguersi è l’obbiettivo allora le specifiche che hanno portato alla nascita di questa special sono più comprensibili.

Disponendo di un motore moderno e robusto, di una trasmissione perfettamente funzionante e di un telaio dalle geometrie atipiche ma strutturalmente sano l’obbiettivo era di creare una sorta di roadster a due ruote che permettesse di divertirsi fra le curve e che staticamente invogliasse l’osservatore ad avvicinarsi per carpire gli ingredienti della ricetta.

La Marzocchi da 50 e la ruota a raggi Come sempre alla Twenty-one le prime attenzioni sono state rivolte alla ciclistica: la massiccia forcella Marzocchi Rac da 50mm di diametro, destinata alle suberbike di solo qualche anno fa, è stata allungata, trattata integralmente in nero ed alloggiata in maestose piastre, ricavate a disegno dal pieno a 2 e 4 bulloni di fissaggio. Gli ammortizzatori da 46 Wilbers a doppia regolazione Per farle da contraltare al posteriore si è optato per i parimenti ben dimensionati ammortizzatori Wilbers da 46 mm (è il diametro di un comune monoammortizzatore). Regolazioni complete sia all’anteriore che al posteriore con anche la doppia velocità in compressione sugli ammortizzatori.

Le proporzioni della gomma posteriore, enfatizzate dal corpo stretto Per le ruote è stato fatto uno sforzo notevole per soddisfare la richiesta di un look di classe un po’ retrò come solo i raggi sanno dare, combinato con dimensioni adatte alle prestazioni finali. Fuori discussione le misure originali, due cerchi da 17” hanno fatto la loro comparsa, 3,5” il canale anteriore per una classica gomma 120/70 ed uno spettacolare 7,5” per ospitare un gommone da 240. Mozzi in acciaio delle FLH di una volta per dare la necessaria solidità, con il posteriore dotato di ben 5 cuscinetti, e perno anteriore auto costruito per accoppiare le misure europee della forcella con quelle americane dei cuscinetti.

La pinza radiale Brembo ed il suo supporto artigianale Parlando di ruote, al posteriore la puleggia è stata riposizionata e tornita per ospitare una cinghia stretta necessaria al passaggio della maxi gomma (contrariamente ad una brutta prassi i piani mediani delle due ruote sono rimasti assolutamente coincidenti) mentre il disco a margherita viene morso da una pinza freno radiale su supporto realizzato dal pieno su disegno. Dischi a margherita, ma di diametro maggiore, anche all’avantreno con doppia pinza radiale Brembo. Non si può dire manchi il mordente…

Il manubrio sportivo e tecnologico Il manubrio biconico con le pompe radiali Breking, i riser dal pieno ed i comandi elettrici e del gas rapido Domino  fanno il ponte di comando degno di una moderna streetfighter , anche grazie alla strumentazione che trova una nuova collocazione (originariamente alloggiava in una discutibile “gondoletta” appesa al manubrio cromato) nel finto serbatoio realizzato in vetroresina modificando un accessorio Zodiac.

Le pulegge e la cinghia del compressore Sotto al citato finto serbatoio si trova un compressore volumetrico le cui pulegge e cinghia sono discretamente visibili sul lato sinistro anche grazie alle ampie finestrature tagliate a mano nel carter di protezione. La centralina aggiuntiva Dynojet sapientemente mappata dalla  CF3000 di Corradini, permette di estrarre una cinquantina di Cv supplementari dal motore senza perdere in piacevolezza d’uso e in affidabilità.

Per non smarrire il family feeling con il modello originale il faro anteriore, stile Dalì, è stato conservato anche se privato di ogni cromatura,  le pedane arretrate Rizzoma permettono una posizione di guida più consona all’uso plausibile e lo scarico 2 in 1 Vance & Hines nero e corto promette, e mantiene, il sound che ci si aspetta.

Su di un mezzo così radicale non si è voluto lasciare che sovrastrutture o verniciature ad d’effetto  “distraessero” l’osservatore, per cui si è eliminato tutto il possibile e miniaturizzato il resto,  si è fatto abbondante uso di colore nero in vari gradi di satinatura e solo resta il vezzo dell’alcantara e del crotalo sulla sella riprofilata…