TWENTY-ONE

DUE RUOTE, UNA PASSIONE

Honda Africa Twin

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Sebbene spesso ineccepibili dal punto di vista tecnico, le moto giapponesi solo raramente sopportano bene “l’ingiuria del tempo” ed escono rapidamente dal cuore e dalla mente dei motociclisti.

Ovviamente in più di 50 anni di presenza sul mercato a questa regola si sono viste delle eccezioni, alcune clamorose. A 10 anni dalla sua uscita di produzione ed a 24 dalla sua apparizione l’Africa Twin può certamente annoverarsi fra i modelli che più mantengono appeal fra quanti le hanno apprezzate quando sono comparse, ma anche fra chi è arrivato dopo.

Chi sognava l’Africa nel ’88, sotto l’influsso della mitica Paris-Dakar di Thierry Sabine (lui purtroppo non vide mai questa moto), e le splendide NXR che la percorrevano da regine ricorderà l’emozione di trovare dal concessionario una moto simile con la livrea della HRC.

La carenatura grezza e la livrea originale

Ed è proprio quella livrea la prima cosa che salta al’occhio di chi osserva la special proposta. Per ottenerla così perfetta ci siamo recati dagli specialisti dell’aerografo di Regiodesign con un modello RD01 dell’88 a campione… il risultato si commenta da solo.

Vista destra in corso di lavorazione

Ma sotto quella pelle tanto altro rende unica questo modello del 2002. A cominciare dal maestoso avantreno trapiantato da una Aprilia RVX Merriman del 2008 con la sua Marzocchi da 50mm a cartuccia chiusa, con tarature e molle specifiche per il nuovo utilizzo, e le splendide piastre dal pieno in tinta con i foderi.

I foderi della Marzocchi ed i tubi acqua in silicone

Proprio le piastre hanno richiesto particolari attenzioni per essere installate nel piccolo cannotto di sterzo, un nuovo perno componibile è stato realizzato per consentire inoltre di montare due validi cuscinetti a rulli conici al posto dei ciclomotoristici cuscinetti a sfere originali, uno staffaggio artigianale consente l’utilizzo del blocco chiave e della funzione bloccasterzo.

Sulla piastra superiore troneggia il manubrio biconico Easton da ben 30mm con i suoi tecnici riser, ma anche pompa freno di origine CRF con le leve forgiate ASV e persino il blocchetto elettrico “moderno” contribuiscono a dare al ponte di comando una forte impressione racing.

Alzando gli occhi alla strumentazione l’atmosfera rally non può che venir confermata: su di un sagomato pannello in kevlar/carbonio sono alloggiati un GPS Garmin Montana, nel suo supporto antivibrante ed antifurto Turatech, ed il completissimo strumento digitale Voyager della Trailtech nel suo guscio protettivo in ergal.

La presenza dei preziosi materiali compositi rivela il montaggio di un kit carena light della Boano con il suo telaietto di supporto in alluminio, ed i doppi fari compatti: la vista frontale ne esce incredibilmente slanciata. Dallo stesso fornitore provengono anche il parafango anteriore, lo scudo paramotore e il parafango posteriore a doppia luce come richiesto dal regolamento internazionale Rally.

Il grossolano portapacchi originale in plastica ha ceduto il posto ad una essenziale struttura in alluminio per sostenere il bel borsello porta attrezzi artigianale in cuoio, mentre la sella è stata rivestita da una copertura bicolore ben accoppiata ai toni della carrozzeria e impreziosita dal ricamo del logo.

Il mozzo posteriore originale scaricato

I cerchi ruota anteriore e posteriore sono stati sostituiti con elementi di qualità Excel, in 21” accoppiato ad un mozzo monodisco CHT al’anteriore ed in 18” al posteriore, per enfatizzare le possibilità fuoristradistiche, montato sul mozzo originale lavorato, per mantenere il parastrappi a garanzia della longevità della trasmissione. Il disco singolo anteriore Batfly da 270 e quello con profilo a margherita al posteriore, insieme alla corona Stealth composita denunciano la propensione per le fughe dall’asfalto.

Telaio bianco e carter magnesio come RD01

Al motore è stato riservato un trattamento poco incisivo dal punto di vista meccanico per lasciare inalterata la proverbiale affidabilità di questa unità: filtro aria di qualità K&N, kit carburazione Dynojet ed inpianto di scarico completo Arows, con silenziatore in titanio e carbonio, lo rendono comunque più vivo e presente, mentre i coperchi valvole rossi, i tubi del circuito di raffreddamento in silicone ed i carter in color magnesio lo impreziosiscono ulteriormente.

L’eliminazione di quasi tutti i particolari in plastica, le pedane pilota maggiorate in ergal, e la appariscente leva del freno posteriore artigianale nella stessa preziosa lega leggera contribuiscono rendere questa special un mezzo tanto funzionale nelle lunghe esplorazioni, alle quali è naturalmente destinato, quanto gratificante nella approfondita osservazione necessaria a coglierne ogni dettaglio realizzativo.

Pedale del freno posteriore artigianale