TWENTY-ONE

DUE RUOTE, UNA PASSIONE

Monster 900 1993

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Una moto-feticcio, la  pietra miliare della moto ad alta diffusione realizzata da una casa che si era quasi sempre rivolta ad una nicchia di estimatori. Rivista in tutte le salse, anche da chi l’aveva generata, ma neppure chi la disegnò più di 20 anni orsono seppe mai replicare il fascino “animale” che pervade questa moto in verità assolutamente essenziale.

Trovandosi di fronte ad un raro primo modello, quello ancora con le valvole grandi,  fu piuttosto evidente che andava assolutamente preservata l’anima del progetto di Galluzzi, cercando soltanto di ringiovanire e valorizzare l’immagine di un prodotto altrimenti ormai inflazionato.

Vista destra con la grafica vintage Colorazione stile Scrambler, l’unica altra Ducati veramente “universale”, e logo degli anni 70 vogliono essere un omaggio alla storia della casa, il resto è attuale.

Il telaio, già sofferente per le endemiche fuoriuscite di acido solforico dalla batteria, riceve una nuova verniciatura in nero satinato, che oltre a riprendere lo schema Scrambler aiuta a mistificare l’infinità di fascette e tubetti presenti sul modello.

Il silenziatore Shark ed il paracatena Al posteriore il bel forcellone  in alluminio si libera dello sgraziato parafango in plastica per fregiarsi di un piccolo paracatena autocostruito in lega leggera e contemporaneamente perde il misero ammortizzatore Sachs per contare su di un mono Ohlins pluriregolabile assolutamente alla altezza della situazione.

Una forcella Marzocchi Rac da 45mm con steli trattati al DLC nero bilancia le prestazioni all’anteriore e viene supportata da una coppia di piastre ricavate dal pieno e da un ammortizzatore di sterzo lineare Ohlins sulla sinistra. I foderi  vengono anodizzati in nero per  evitare l’inutile contrasto del rosso amaranto standard. Sulla piastra superiore i raiser artigianali cingono un moderno e corposo manubrio biconico, con sezione centrale da 28 mm, dotato di pompe radiali racing della Brembo. Per quest’ultime, data la loro origine pistaiola, sono stati creati ad hoc i supporti degli specchi retrovisori e le tubazioni in treccia che le collegano ad efficienti pinze freno a montaggio radiale. Ora un dito basta per fermare la moto in ogni situazione.

Tegolino corto La veste estetica è completata da un tegolino posteriore della misura minima che consente di non tagliare il telaio originale, porta targa e supporti fecce dal pieno artigianali, mentre i fianchetti in carbonio, ancora di serie sui primi modelli, si accompagnano a cartelle copri cinghi di distribuzione in analogo materiale. Le pedane Rizoma, già presenti sulla moto,  sono state modificate a sinistra per consentire il rientro completo del cavalletto laterale, ad un telaio del genere deve essere lasciato angolo di “piega”, e dotate di poggiapiedi per il passeggero.

Carter frizione e bomboletta ammortizzatore ohlins A livello motoristico si è voluto essere più conservativi e le modifiche sono state relativamente più contenute: filtro aria, Carter pignone ed attuatore maggiorato frizione kit carburazione Dynojet, frizione antisaltellamento STM, collettori Stilmotor (i famosi “spaghetti” ormai difficili da reperire, questi tornano dalla Inghilterra) e silenziatori Shark sono stati accoppiati non senza difficoltà. I carter frizione e pignone vistosamente artigianali contribuiscono ad accentuare la percezione di esemplare unico della preparazione